mercoledì 11 settembre 2013
lunedì 26 marzo 2012
Mediaset e il dominio sui domini
Inoltre, Mediaset ha depositato la richiesta di riassegnazione già dall'8 novembre 2011 e fino ad oggi NESSUNO s'è accorto della mancanza di mediaset.com, che non è più di Mediaset addirittura da Aprile del 2011, cioè da quasi un anno!
Quindi sono entrambe le cose a far sorridere, sebbene in modo diverso: la prima è la perdita del dominio; la seconda, un po' più amara, è la strumentalizzazione mediatica che di tale perdita se ne sta facendo (i.e. "è sempre colpa di Berlusconi")
Io non credo, come dice l'amico Guido Scorza sul Fatto (ma non solo lui), che questa sia "un’occasione in più per rendersi conto che anche i più grandi ed i Signori dei privilegi, sul web, diventano gente comune soggetta a regole davvero eguali per tutti"
Nel 2008, quando il dominio mediaset.com NON ERA SUO, Mediaset una battaglia analoga l'ha vinta.
La decisione del Collegio del 2012 potrebbe essere coerente con quanto previsto dall'UDRP, in particolare anche perché Mediaset non è marchio registrato negli Stati Uniti, dove ha sede la società acquirente, e questo in base alle Policy potrebbe essere sufficiente a far venir meno uno dei tre requisiti necessari e sufficienti alla riassegnazione del dominio.
Davanti ad una Corte¹, però, quei 93 domini di cui è titolare la LLC che ha acquistato mediaset.com potrebbero avere (a giusto titolo) un forte peso sul requisito della buona fede nella registrazione, determinante nella decisione WIPO ...
Note:
domenica 4 marzo 2012
#freeRossellaUrru
Ovvero: chi se ne frega di chi è la colpa!
Io, che lotto per la libertà di informazione, vorrei che il mio diritto fosse rispettato anche da chi ha la capacità, i mezzi e il privilegio di sapermi/potermi informare.
A me, che pretendo il mio diritto ad essere informata, importa poco chi ha cominciato.
Lei non è ancora tornata.
"Sembra solo ieri che la domenica ci si chiudeva in casa con la radio ..." - Lucio Dalla, 4 marzo 1943-1 marzo 2012, Tempo, in "Cambio", 1990, Pressing
venerdì 24 febbraio 2012
Io non bevo Coca Cola
Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.
Read more...martedì 5 luglio 2011
E svegliamoci così: La notte della Rete
Dopo mesi di letargo credo non ci sia modo migliore che offrire anche attraverso il mio dormiente blog la diretta alla Notte della Rete
Online video chat by Ustream
mercoledì 8 settembre 2010
Applanet 2.0 - Android user
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| l'androide |
La casa di Cupertino per il suo Iphone ha già visto più di un market alternativo: Cydia, che permette agli utenti che hanno effettuato il jailbreak la gestione di applicazioni, spesso open source, senza limitazioni imposte dalla casa produttrice ... inutile su un sistema operativo come Android; Installous ...
Qualcuno ha anche sostenuto che alla fin fine è come i siti che pubblicano e pubblicavano torrent e che come in quei casi con questa applicazione si offre alla gente una possibilità di scelta (sic! detta da un admin)
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i miei amici Francesco e Giovanni Battista di questa affermazione!
A prescindere da ogni considerazione su questo genere di applicazioni, e me ne vengono in mente molte, sopratutto cercando di censurare quelle che già sono state tacciate come facili moralismi, mi limito ad osservare che magari segnalare un'applicazione che viola i diritti d'autore degli sviluppatori in un forum frequentato da un gran numero di sviluppatori - per aiutare, aggiornare, segnalare, ... - non è stata proprio una mossa geniale!
martedì 24 agosto 2010
La Regione preferita dagli italiani? E i pugliesi che dicono?
Visualizzazione ingrandita della mappa
Ad ogni angolo mi auguro che compaia finalmente qualcuno che mi dica che sto sbagliando, che vado nella direzione sbagliata, che tutto è in regola ...
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| Avviso apertura della struttura |
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| Progetto di Planimetria |
Riflettendo sul cartello dell'avviso poi ...
Il comma citato nel cartello (art. 1 c. 4 dell'Ordinanza): "Nel caso di attività anticipata o posticipata del predetto periodo (dal 16 settembre al 14 maggio), il concessionario deve dare formale comunicazione alla competente Autorità Marittima, all’Assessorato regionale al Turismo ed al Comune, nonché portare a conoscenza degli utenti le stesse date (di apertura e di chiusura), mediante affissione di apposito avviso."
Sembrerebbe tutto in ordine, vero? Sempre che le dovute comunicazioni oltre quella agli utenti ci siano ...
Eppure mi pare di leggere, nella comunicazione dell'URP, "(...)fatta salva la facoltà di anticipazione dell'avvio o differimento della chiusura(...)"
Quindi non differimento dell'apertura!
Indubbiamente da evidenziare anche la nota del Servizio Demanio e Patrimonio di monito ai sindaci, visto che la violazione dell'Ordinanza comporta l'attivazione della procedura per la decadenza per mancato utilizzo della concessione !
Tutto questo mentre aspetto di sapere a quando risale questa concessione di cui non riesco a reperire altro se non quello che vi ho detto.
Certo che dal 15 maggio all'8 agosto ce n'è di ritardo nel differimento dell'apertura!
domenica 22 agosto 2010
Savelletri e la segnaletica stradale
Invece, considerando che la questione ha rovinato buona parte delle mie ferie, sono tornata col pensiero e mi sono messa a riflettere un po', anche perché anche amici come Madero, non pugliesi, hanno espresso il desiderio di essere aggiornati.
Oggi ho poi visto che sul sito di FASANCULT hanno ripreso il mio post, che ne è scaturita una discussione, e mi sembra quindi doveroso approfondire.
Aggiornerò anche con qualche foto, prometto.
I signori di Borgo Egnazia - che non è molto diverso da quello che avevo scritto precedentemente, sbagliando ed attribuendo a San Domenico Golf la spiaggia d'elite sulla costa pugliese, all'altezza di Savelletri - hanno abbattuto un pezzettino di muretto a secco che costeggia la strada provinciale che a sua volta costeggia il "prato di proprietà" che a sua volta costeggia la costa scogliosa da dove io e altre centinaia di persone come me da anni abbiamo accesso al mare.
Lo hanno fatto perché avevano "bisogno" di disegnare sull'asfalto - di una strada provinciale - delle strisce pedonali per il passaggio degli ospiti Borgo/spiaggia e viceversa.
Quando sono partita per ferragosto mi sono soffermata a guardare le strisce pedonali disegnate, trovandole effettivamente un po' strane di forma e di misura. Tornata a casa da mare mi sono poi chiesta come potessero esserci delle strisce pedonali su quella strada, la stessa dove lo scorso anno non si poteva parcheggiare perché "pericoloso per il pedone che scende e sale dall'auto" (una delle tante giustificazioni della polizia mucipale che puntualmente il sabato e la domenica esauriva un blocchetto di contravvenzioni ... almeno), "perché è una strada a largo scorrimento e le auto vanno veloce"
E mi sono anche risposta che come minimo quelle strisce avrebbero dovuto essere segnalate da una segnaletica orizzantale precedente, non essendo in corrispondenza di incroci o alcunchè se non di una rottura di un muretto a secco che da su una proprietà privata ... sulla stessa proprietà privata attraversata da una parte all'altra da una strada provinciale!
Come farebbe un automobilista che percorre una strada come quella a rallentare in prossimità delle minuscole (sono proprio piccole) strisce pedonali senza sapere prima della loro esistenza? Se ne accorgerebbe solo una volta sopra!
Non ci giurerei, ma prima di partire sono quasi certa che tale segnalazione non ci fosse.
Poi sono partita e fino a ieri non ho avuto modo di farci più caso.
Ieri, per una serie di congiunture, ho visto la segnalazione, segnaletica verticale che precede le strisce pedonali, nuova lampante (lo si nota anche dal cemento sull'asfalto).
Anche questa volta mi sono fermata ad osservarla.
Ebbene,
Mi sbaglierò, ma non mi pare che la segnaletica orizzontale in questione risponda ad alcuno di questi requisiti.
Che in questo caso non serva???
Domani è lunedì 23 agosto.
Molti rientrano e molti riprendono a lavorare.
Quella spiaggia sarà aperta fino al 15 settembre.
Chissà se per quella data qualcuno mi saprà dare qualche risposta.
lunedì 9 agosto 2010
La Regione preferita dagli italiani? Se questo è il prezzo forse era meglio un terzo posto, ma anche meno ...
martedì 3 agosto 2010
La finanziaria e le ferie processuali.
sabato 7 novembre 2009
Oilproject: nuovo palinsesto
Credo comunque sia doveroso, nochè un vero piacere, segnalare il nuvo palinsesto di Oliproject dedicato all'Innovazione.
Come si legge sul sito "il senso del percorso è far percepire come il paradigma dell'Innovazione sia unitario, multidisciplinare e trasversale"
Programma denso con relatori di elevato spessore.
Inutile nascondere che spero di riuscire a seguire quanto più possibile di questo nuovo palinsesto.
Rinnovo i miei complimenti allo staff di Oilproject, che sta seguendo un percorso decisamente in ascesa.
Spero nessuno si offenda se il mio "ottimo lavoro" è rivolto in particolare a Madero.
lunedì 7 settembre 2009
Wikipedia freedom
L'idea era quella di rientrare dalla ferie e riprendere in mano questo blog, con i soliti buoni propositi post vacanzieri, tra cui ad esempio modificare il layout - che forse farò - ma soprattutto dargli dei contenuti - che provo a cominciare a fare.
Mi rendono facile la cosa il chiacchericcio odierno sulle diverse ragioni di un fallimento e i miei studi (vabbè!) sugli UGC di questi ultimi tempi.
Senza pretese di compiutezza cerco di riassumere brevemente, limitandomi ai contenuti e non affrontando altro genere di argomentazioni pure a me care (diritto d'autore, diffamazione ...)
Wikipedia, 'cultura veloce', (wiki vuol dire veloce in hawaiano, pedia in greco significa cultura), nasce dall'idea di creare un'enciclopedia multilingue online e collaborativa, non regolata da nessun comitato di redazione centrale: le sue voci sono scritte spontaneamente da centinaia di migliaia di volontari non pagati, che si organizzano autonomamente stabilendo da soli le regole interne e lo svolgimento degli argomenti nelle voci (cit.)
Wikipedia, the free enciclopedia that anyone can edit!
Su Wikipedia, infatti, ognuno può non solo creare una voce, ma anche correggere quella che ritiene inesatta, anche se questo potrebbe instaurare un circolo vizioso di correzioni su correzioni ... e non solo. Come dimostra ad esempio l'esperimento fatto da L'espresso qualche anno fa (Chi ha paura di Wikipedia, di Alessandro Giglioli, gennaio 2006).
Insomma, nessuno potrà essere sicuro che la voce da lui cercata (e trovata) riporti verità assolute: nessuna voce può considerarsi scevra dall'essere influenzata dal background di chi la scrive (bisognerebbe comunque ammettere che questo avviene a prescindere dall'autorevolezza che si può attribuire all'autore della voce, e a questo si potrebbe obbiettare che l'approccio a un contenuto professionale è più consapevole anche sotto questo profilo).
Questo succedeva fino a ieri!
Da un po' di tempo si è cominciato a parlare di un rallentamento nella crescita del progetto, inizialmente ipertrofica, attribuito ad un maggior rigore e minore anarchia nella pubblicazione dei contributi, che se da un lato ha comportato un risultato più "elevato" in termini di contenuti, dall'altro ha limitato notevolmente il numero dei 'contribuenti' ... e inevitabilmente dei contributi.
Ultimamente, poi, sono stati introdotti nuovi correttivi, alcuni dei quali saranno operativi dal prossimo autunno.
Mi riferisco al wiki trust, per evidenziare con colori l'attendibilità dei contributi aggiuntivi, che dovrebbe aiutare a distinguere la parti di testo stable da quelle unstable.
E mi riferisco soprattutto alle flagged revision (che sarebbero dovute partire per la versione inglese, ma per ora pare che solo quella tedesca le abbia adottate): un numero di esperti che controllano le correzioni che potranno realmente essere inserite, entrando a far parte della voce di Wikipedia.
Il tutto per rendere più attendibili i contenuti in quanto a veiridicità ed evitare spiacevoli vandalismi (che si sono manifestati, non nascondiamocelo) nei confronti di qualcuno.
Anche se c'è chi sostiene che questo già avvenga, pur senza che queste pratiche siano pubbliche.
Conclusione del riassunto: c'è chi parla(va) di disfatta di Wikipedia in quanto ad attendibilità; c'è chi - come Eco - si schiera a favore di "centri di monitoraggio di internet"; c'è chi sostiene che Wikepedia si sia trasformata da movimento ad istituzione, e per questo parla del fallimento di Wikipedia come di un tradimento classista, che allontana il progetto da quegli standard di libertà assoluta di espressione e di pensiero che lo avrebbero da sempre caratterizzato.
Considerando il mio attuale approccio critico al partecipative web non so ancora che posizione adottare, ma se la prima visuale non mi è mai appartenuta, la seconda come prospettiva mi spaventa sotto molti punti di vista, non posso nascondere che neanche la terza posizione mi convince granchè ...
lunedì 15 giugno 2009
ECL 2009 - CI VEDIAMO A PESCARA
Adesso è importante segnalarvi questa iniziativa in corso a Pescara a favore degli studenti abruzzesi per la connettività della "Casa dello Studente"
Qui la locandina dell'evento, qui il programma della conferenza.
Ci vediamo a Pescara! Read more...
domenica 19 aprile 2009
PUGLIA: CREATIVITA' IN MOVIMENTO
Uno dei motivi di latitanza ... anche se non cerco giustificazioni.
Il convegno, intitolato "Puglia: creatività in movimento.
Tutela delle risorse intellettuali e sviluppo. Idee a confronto", si terrà presso la Fiera del Levante - Sala Convegni Regione Puglia dalle ore 10 alle ore 18 e vedrà coinvolti tutti i soggetti interessati allo sviluppo e alla tutela della creatività e della cultura in Puglia. Le tematiche affrontate saranno le seguenti:
- Immagine Puglia. Territorio, società, creatività: l'offerta culturale;
- La tutela dei beni culturali. Cineteche, videoteche, mediateche;
- L'esperienza dei cineporti;
- Editoria e web-tv;
- La legislazione per la cultura e lo spettacolo: dalla tutela delle opere artistiche alla promozione dei soggetti artisti;
- Distribuzione e circolazione delle opere: vecchi e nuovi canali. La rete;
- La Siae e i nuovi tipi di licenza, le licenze libere e gli aventi diritto.
La partecipazione è libera, con iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti.
Per conoscere il programma della giornata e l'elenco dei relatori nonché per iscriversi al convegno, vi invito a consultare il neonato sito di Pugliacreativa.
Vi aspetto.
venerdì 27 marzo 2009
I PIRATI CALANO SU ROMA
L'evento si sovolgerà dalla mattina fino a sera inoltrata.
dalle ore 10:00LA FESTA DEI PIRATI APRE AL PUBBLICO: STRUMENTI BASE
1) Frank Knight e Andrea Tavi: Mini corso di p2p per principianti; 2) Francesco Tupone (Linux Club Italia): Nodi fisici nella rete
PIRATI O PIONIERI? LE COMUNITA' DEL P2P IN ITALIA E NEL MONDO
- Introduce: Luciano Umarino - LOOP; Modera: Athos Gualazzi - presidente Associazione Partito Pirata
IGNORANTI O DIABOLICI? I POLITICI ALL'ASSALTO DELLE RETI
- Introduce: Gianluca Peciola - Provincia di Roma; Modera: Arturo Di Corinto - presidente Free Hardware Foundation
e poi ...
ARTE PIRATA: UN GRAN FINALE DI CREATIVITA' CORSARA
Buon divertimento, pirati!
venerdì 13 marzo 2009
Il legislatore: DDL C 2195 - intervista per Periodico Italiano
1) quali sono i punti deboli della proposta DDL dell’onorevole Carlucci?
“Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”.
Un titolo altisonante per un disegno di legge di 4 articoli che nelle intenzioni dichiarate dall’Onorevole Carlucci prende le mosse dall’esigenza di contrastare un tema molto avvertito da ogni singolo cittadino, sia esso cittadino digitale o più semplicemente cittadino della società civile: la pedopornografia.
Una felice intuizione, dunque, quella di porre alla base di un disegno di legge siffatto una motivazione che certamente scuote tutti. Un tema non solo sentito, ma al quale ognuno di noi vorrebbe porre rimedio nel modo migliore possibile.
Peccato che, a parte ogni considerazione sui contenuti, tutto il disegno di legge si basa interamente su un presupposto debole, non ricollegabile all’oggetto da cui prende le mosse, e che, di conseguenza, inficia tutto il resto della proposta: “la totale anarchia di internet”. (Relazione Introduttiva al Ddl, quarto capoverso)
So di ripetere quanto già detto da altri affermando che è fin dalle prime battute di questa sorta di messa in scena (ogni riferimento a persone ed azioni non è del tutto casuale) che si denota la mancanza di conoscenza della rete … e non solo!
Sono anni ormai che gli operatori del settore, con questo intendendo non solo i giuristi ma anche gli stessi fruitori della rete, specie dopo l’avvento del Web 2.0, hanno preso coscienza che una regolamentazione della rete, sia pure perfettibile, già esiste.
Internet ha posto alla collettività quesiti nuovi (ma non solo nuovi) risolvibili a volte con regole vecchie, chiedendo alle stesse di “modellarsi” sulle nuove esigenze. Altre volte ha posto quesiti nuovi meno immediatamente e mediatamente risolvibili, che non c’è dubbio richiedano un intervento diverso, anche da parte del nostro legislatore.
Sorrido alla parola legislatore.
E’ probabile che chi ha fatto i miei studi (ma non solo) almeno una volta si sia immaginato “il Legislatore” come un omone enorme, con una toga con pelliccia di quelle che ogni tanto si vedono nei film, con una bilancia alle spalle ed un martello sulla scrivania …
Gabriella Carlucci il legislatore … (per quanto pare che non sia lei ad aver partorito il DDL)
L’errore di fondo di ciò che sta emergendo dalle diverse proposte di regolamentazione della rete internet, tra cui si inserisce il DDL C 2195, risiede nella (quasi) totale non conoscenza del mezzo e nella (quasi) totale non conoscenza delle regole, delle leggi e delle disposizioni già esistenti. O, peggio ancora, nella strumentalizzazione e interpretazione opportunistica che si opera delle stesse.
Emblematico, nel DDL di cui discutiamo, è il riferimento ai diritti fondamentali della persona. Che per carità, in una proposta di legge che prende le mosse dalla tutela dei minori da un crimine orribile come quello della pedopornografia ha certo la sua ragion d’essere.
Un po’ meno comprensibile è invece il riferimento ai “diritti fondamentali delle imprese” contenuto nella relazione introduttiva, posto che le imprese abbiamo “diritti fondamentali” (sì, magari la tutela della concorrenza, ma cosa centrebbe con la pedopornografia?).
2) A suo avviso da questa proposta di legge la rete ne uscirebbe arricchita di nuovo valore?
Sembrerebbe una domanda semplice, a cui sarebbe sufficiente una risposta secca.
La risposta? NO!
L’innovazione è l’unica cosa in grado di dare nuovo valore alla rete.
Forse mi ripeto, ma oggi “innovare” per me significa implementare. E con “implementazione” si deve intendere l’innovazione delle fasi intermedie di un processo, tenendo fermi punti cardine fondamentali.
Questo, ovviamente, vale anche per la legge. In questo caso il “cardine” è e deve essere costituito dai diritti fondamentali, quelli fissati nella nostra Carta Costituzionale. Tutti quelli fissati nella Costituzione, che andrebbero letti in combinato fra loro per una efficace, efficiente e vera tutela di tutti valori ad ampio spettro … così come sono stati concepiti dalla Costituente.
3) che importanza ha il diritto d’autore in internet?
Più che sull’importanza del diritto d’autore in internet sarebbe opportuno affrontare un discorso sull’importanza del diritto d’autore nella società contemporanea, ma il discorso diventerebbe troppo esteso.
La domanda, per quanto ampia, è ben posta. Quantomeno per l’enfasi sul diritto d’autore.
Il diritto d’autore in quanto tale ha un’importanza che non viene messa in discussione pressoché da nessuno, neanche in Internet, quantomeno per quanto riguarda il diritto ad essere riconosciuti autori dell’opera e gli altri diritti c.d. morali ad esso collegati.
Non lo stesso per i diritti patrimoniali.
Da un po’ di tempo a questa parte, infatti, si discute dell’importanza del copyright, intendendo con questo i diritti di utilizzazione economica delle opere dell’ingegno, i cosiddetti diritti esclusivi attinenti alla sfera dell’autonomia privata che sono nella disponibilità degli aventi diritto.
Al contrario dei diritti morali, quantomeno nel nostro ordinamento, i diritti d’autore patrimoniali sono trasferibili … e “rinunciabili”.
Rinunciabili … Tale “rinunciabilità” ha dato luogo, ad esempio, alla nascita di movimenti “anti-copyright”, che credono nella libera e gratuita diffusione dell’arte, negando l’importanza e la valenza del copyright. Indirizzo che può sembrare utopistico, ma che ha i suoi sostenitori.
Tornando all’importanza del diritto d’autore, è innegabile che tali movimenti (anche più moderati rispetto all’anti-copyright, come quelli che sostengono i nuovi tipi di licenza, le licenze c.d. libere) prendano forma a partire dall’analisi della diversità del momento storico che ha determinato la nascita del copyright. E internet è certamente causa, una delle cause, di queste riflessioni.
Le nuove tecnologie hanno messo in crisi i vecchi sistemi di creazione e di distribuzione delle opere dell’ingegno, con la nascita di due modelli di opere, impensabili ai tempi della compilazione delle prime leggi sul Diritto d’Autore: le opere digitalizzate, cioè quelle opere nate su supporti classici e “tradotte” su supporti digitali, e le opere digitali vere e proprie.
E ancora, le nuove tecnologie, assieme ad internet che le attraversa, hanno causato alcune cesure fondamentali al modello classico basato sulla distribuzione punto – massa, in cui la distribuzione delle opere, dalla loro nascita, dipendeva da un unico soggetto, o da diversi soggetti cui spettava singolarmente la realizzazione (non dell’opera, che era ed è sempre dell’autore, ma della sua “forma d’espressione” qualora questa prevedesse particolari accorgimenti tecnici. Si pensi a un vinile - art. 1 l. 633/41), la duplicazione e la messa in circolazione dell’opera dell’ingegno.
L’opera può infatti oggi essere riprodotta infinitamente, in ogni tempo e in ogni luogo … da chiunque e in modo pressoché perfetto a costi decisamente inferiori rispetto al passato!
Un enorme vantaggio per gli autori, che potenzialmente possono fare a meno di ogni genere di intermediario.
Perciò, più che importanza del diritto d’autore in internet, io parlerei di importanza di internet per il diritto d’autore.
4) viene tutelato con questo disegno di legge?
La parte del Ddl che si occupa esplicitamente del diritto d’autore è il comma IV dell’articolo due.
Nella disposizione sistematica di una legge un comma di un articolo lo si potrebbe intendere come un lemma di un teorema, rappresentato appunto dall’articolo, che però, al contrario di quello che avviene in matematica, viene posto come fatto successivo nell’esposizione del teorema stesso.
Posto che proprio l’articolo due, a detta stessa dell’autrice (o dell’autore?) della proposta, costituisce il principio cardine del provvedimento (Relazione introduttiva al Ddl), ritengo che venga ancora una volta dimostrata non solo la scarsa conoscenza delle dinamiche di internet e delle sue regole tecniche, ma anche la scarsa conoscenza della legge stessa a cui si fa riferimento.
Come si potrebbe combinare il comma uno dell’articolo: “E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima” con il comma IV, che apparentemente nulla aggiunge di diverso alle disposizioni già esistenti recitando: “In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del diritto d’autore, dei diritti connessi e dei sistemi ad accesso condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge 633/41 e successive modificazioni”?
A parte tutte le considerazioni ed obbiezioni di natura tecnica che si potrebbero opporre, su cui autorevoli voci come quella di Daniele Minotti, Stefano Quintarelli, Guido Scorza hanno già avuto modo di esprimersi, e a parte anche l’inutilità in particolare del comma IV di questa disposizione, come la mettiamo, ad esempio, con l’articolo 21 l. 633/41 che riconosce il diritto all’anonimato, e che rientrando tra i diritti morali dell’autore è un diritto della personalità, tutelato quindi come diritto fondamentale della persona?
L’opera anonima non è una violazione per la l. 633/41. Anzi, la legge 633/41 si preoccupa di tutelare anche l’autore dell’opera anonima!
Per cui, anche volendo, non rientra nell’inutile previsione del comma IV.
Però l’opera anonima viola il disposto del comma uno dell’art. 2 DDL C 2195 che “introduce il principio cardine del provvedimento”: la lotta alla pubblicazione in forma anonima e clandestina di qualsivoglia contenuto (Relazione Introduttiva)
Senza volerci spingere a considerare (ulteriori) violazioni dei diritti fondamentali che questa proposta di legge potrebbe comportare, così come concepita implica quasi sicuramente la negazione di due fondamentali e legittime conquiste che l’autore di qualsiasi opera deve alle nuove tecnologie: il diritto all’anonimato sull’opera digitale e/o la gestione individuale delle sue opere
5) cosa manca completamente in questo disegno di legge dell’on. Carlucci che invece andrebbe considerato?
Cosa manca in un disegno di legge inutile?
6) crede che si potrà arrivare davvero a un controllo della rete che sia rispettosa del diritto di esprimere la propria opinione ?
Il diritto di esprimere la propria opinione è una delle libertà fondamentali, riconosciuto e tutelato dal nostro ordinamento come interesse di rango superiore rispetto a quelli tutelati dalla legge. (art. 21 Cost.)
Anni di storia, di lotte sociali, hanno portato a conquiste impensabili ai tempi degli scontri.
La libertà di stampa non è sempre stata tale, anzi. E non stiamo parlando di mille anni fa, ma di meno di un secolo fa.
La c.d. stampa clandestina è stata contrastata dalla legge (in senso lato) in ogni modo, portando a conflitti anche molto violenti, di cui la nostra società porta ancora non solo il ricordo indelebile, ma anche i segni.
La parola “controllo”che lei usa in questa sua ultima domanda stride troppo con la libertà fondamento del diritto di esprimere la propria opinione.
Spero di non essere tra i pochi (idealisti?) che credono nello sviluppo, nell’innovazione, nelle persone … e nella rete.
E’ sicuramente auspicabile una maggiore consapevolezza del legislatore anche sulle problematiche “più pratiche” rilevate dalle nuove tecnologie…
I corsi di formazione alla Camera e al Senato sono sicuramente un buon punto di partenza.
Read more...domenica 1 marzo 2009
Scuola Forense Barese - as promised
Con colpevole ritardo, ecco le slide della lezione del 19 febbraio tenuta nella Biblioteca del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bari, Palazzo di Giustizia.
martedì 17 febbraio 2009
Dekalogs
Chi mi conosce non penserebbe mai ad un "messaggio religioso" leggendo il titolo di questo mio post.
Tuttalpiù crederebbe che sto per parlare di Krzysztof Kieślowski.
Che poi, se avessi voluto parlarvi di Kieślowski avrei scelto sicuramente la trilogia, non il decalogo, che, parliamoci chiaro ...
Chissà cosa ne penserebbe la mia amica Francesca! (eh, di Kieślowski lascerei volentieri parlare lei, invitando anche voi ad ascoltarla).
E visto che non è di Kieślowski che vi parlo va da se che si tratta proprio di un "messaggio religioso" quello del titolo di questo mio post ... forse.
E' che c'è qualcosa che ha focalizzato la mia attenzione nel corso nel mio zapping telematicomultimediale, nel passaggio da un DDL all'altro, da un emendamento all'altro, tra "sicurezza" (leggasi censura) e diffusione telematica delle opere dell'ingegno (leggasi lotta alla pirateria, mah!) ...

E mi è tornata in mente la campagna pro ateismo della UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti), che avrebbe dovuto circolare in Italia dal 4 febbraio. "Bloccata", perché contraria agli art. 10 e (Convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini e dignità della persona) e l'art. 46 (Appelli al pubblico) del Codice dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che insieme statuiscono che i messaggi pubblicitari non devono ledere gli interessi di alcuno.
E così, mentre in altri paesi, come in Inghilterra, circolano circa 800 autobus "atei" autofinanziati, e circa 1000 manifesti laici sono stati esposti nelle Metropolitane, tutti recanti il messaggio "There's probably no God. Now stop worring and enjoy your life", prontamente copiato da un'inziativa Catalana ... in Italia abbiamo il Vaticano!
Per cui la UAAR, che non ha rinunciato alla sua campagna, ha ottenuto l'ok dalla Igp Decaux, la concessionaria della pubblicità per la campagna sugli autobus di Genova, per lo slogan "La buona notizia e’ che in Italia ci sono milioni di atei. L’ottima e’ che credono nella liberta’ di espressione".
Il fatto è che, se anche non di Kieślowski, la lingua di questo post dovrebbe essere il polacco, il tema è (anche) la religione cattolica, e non voglio parlarvi Karol Józef Wojtyła.
Ma io il polacco non lo conosco!
Ho capito che "MUZIKA" vuol dire "musica" solo perchè il percorso era cliccabile. E cliccandoci sopra compariva una linea orizzontale a coprire la parola ... e d'improvviso silenzio.
Non si può certo dire che la Polonia non sia una nazione religiosa, ma ...
... sul sito della nuova agenzia pubblicitaria di Varsavia Bed&Breakfast compare, in presentazione flash, la sua campagna di lancio.
"Non vogliamo offendere nessuno, ci siamo limitati a voler suscitare un dibattito nel settore. Non abbiamo chiesto l'opinione degli inserzionisti perchè abbiamo agito in buona fede, nella speranza dei loro alti valori culturali" Così i fondatori dell'agenzia.
Certo è che, dopo un primo decalogo come questo,
in cui a "Non avrai altro Dio all'infuori di me" corrisponde il logo Apple, alla Pampers spetta "Onora il padre e la madre", "Non uccidere" corrisponde alla Volvo, "Non rubare" a Gerda, un famoso produttore di serrature, "Non dire falsa testimonianza" a Gazeta Wyborcza, il più importante quotidiano polacco, Playboy si è assicurato "Non desiderare la donna d'altri" ...
... e l'undicesimo comandamento, "Crea i tuoi comandamenti", attribuito, ovviamente, alla stessa Bed&Breackfast ...
Dicevo, dopo un primo Decalogo siffatto, qualche polemica s'è sollevata.
Già, perchè l'agenzia ha usato, senza autorizzazione, marchi d'impresa in una campagna pubblicitaria, e la legge polacca sulla proprietà industriale prevede espressamente, nella parte che si occupa dei diritti sui marchi, il diritto esclusivo di utilizzazione del marchio, specificando per uso anche quello a fini pubblicitari!
E la Bed&Breackfast, un paio di giorni fa, ha modificato il suo decalogo!
Il nuovo "dio" è diventato google (!!!), mentre la compagnia di assicurazione PZU (che ha chiesto la rimozione del suo marchio dall'associazione a "non nominare il nome di dio invano"), è stata prontamente sostituita da viagra.
E mentre società come Volvo, che ha basato la sua ultima campagna pubblicitaria sulla sicurezza sulle strade, ha riconosciuto nella pur controversa campagna un vantaggio (pubblicitario) per se stessa, dando la sua autorizzazione, e Gazeta s'è comportata allo stesso modo, altre marche e loghi sono stati modificati.
E all'undicesimo comandamento, "Crea i tuoi comandamenti", compare l'avviso "questo posto è in attesa della vostra marca"!
E la religione?
Ho cancellato almeno tre volte il finale di questo post, pensando ad alta voce a chi potrebbe cercare di accaparrarsi il posto vacante ...








